«Discorso diretto»

Mentre stavo scrivendo un discorso diretto che racchiudesse due interlocutori mi ritrovai difronte a un problema grafico.

La rappresentazione grafica più comune è  iniziare con il soggetto, seguito da due punti racchiudendo la sua frase tra le virgolette.

Carlo: “Cosa fai nella vita?”
Giulio: “Rincorro i miei sogni.”

Ma nel caso io non voglia specificare i soggetti, la rappresentazione grafica precedentemente non è idonea.
Le soluzioni sono svariate ma tra quelle che io mi ricordi una solo mi sembra la più valida; questa si ottiene inserendo le frasi utilizzate all’interno di due caporali (o sergenti).

«Cosa fai nella vita?» «Rincorro i miei sogni.»

In alternativa si potrebbe utilizzare i singoli apici o i doppi apici, che però non essendo utilizzati esclusivamente per discorsi diretti potrebbero creare confusione:

‘Cosa fai nella vita?’ ‘Rincorro i miei sogni.’
“Cosa fai nella vita?” “Rincorro i miei sogni.”

Un’altra nota importante è che il dialogo tra i due personaggi ignoti è al limite della comunicazione; se non c’è una domanda e una risposta o se questi non sono in qualche modo contestualizzati distanti, corre il rischio di diventare un discorso al singolare:

«Oggi c’è una bella giornata!» «Quasi, quasi andrei a mare»

Vorrei leggere un po di più sul discorso diretto e sulla sua rappresentazione grafica, magari cercherò un libro che mi delucidi bene la situazione, fino ad allora solo dubbi nell’utilizzare un metodo probabilmente, sbagliato.

Su Wikipedia puoi leggere una piccola descrizione del Discorso diretto e una bella pagina sulle Virgolette, la quale fa notare appunto la diminuzione dell’uso dei due caporali a causa del mancato tasto dedicato, sulle tastiere italiane.

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